"Alpi criminali. Storia della giustizia moesana dal '400 all'800" (Fontana editore, Lugano 2026)

«ALPI CRIMINALI» DI GERRY MOTTIS: QUATTRO SECOLI DI DELITTI, VIOLENZE E GIUSTIZIA NEL CUORE DELLE ALPI
È arrivato nelle librerie della Svizzera italiana il nuovo libro dello scrittore e ricercatore Gerry Mottis. Un affascinante viaggio nella storia criminale del Moesano, tra omicidi, furti, risse, abusi, vendette e condanne. Un'opera che racconta il passato, ma invita soprattutto a riflettere sulla violenza e sulla giustizia del nostro presente.
Dopo anni di ricerche storiche, Gerry Mottis torna in libreria con Alpi criminali (Fontana editore) un'opera che ricostruisce oltre tre secoli e mezzo di criminalità e amministrazione della giustizia nelle valli del Moesano, dal 1452 al 1803.
Attraverso l'analisi di 166 procedimenti giudiziari documentati, l'autore accompagna il lettore in un mondo sorprendente, spesso brutale, popolato da uomini e donne comuni, assassini, ladri, violenti, vittime di soprusi e personaggi coinvolti in vicende giudiziarie talvolta incredibili.
Non soltanto omicidi e delitti efferati, dunque, ma anche risse, ingiurie, diffamazioni, furti, abusi, comportamenti giudicati immorali e trasgressioni che oggi non considereremmo nemmeno reati. Ne emerge un affresco vivido della società alpina, delle sue tensioni, delle sue paure e dei suoi conflitti.
Con quest'opera Gerry Mottis prosegue e amplia un percorso di ricerca e divulgazione che da anni intreccia storia documentaria, narrativa e riscoperta della memoria locale.
Dai romanzi storici, come Terra bruciata, Domenica Matta e Barbara Fontana, la strega dedicati alla persecuzione della stregoneria, l'autore ha progressivamente esplorato alcuni degli aspetti più oscuri e controversi della storia delle nostre regioni.
Ora l'attenzione si allarga all'intero universo della criminalità: non soltanto i grandi delitti, ma anche la quotidianità della violenza, i rapporti di potere, il ruolo dei tribunali, le disuguaglianze sociali e le modalità con cui le comunità cercavano di mantenere l'ordine.
Uno degli aspetti più sorprendenti della ricerca riguarda proprio il sistema delle pene: non sempre i reati che oggi giudichiamo più gravi erano quelli puniti con maggiore severità. Il furto, il tradimento o un'offesa all'autorità potevano comportare conseguenze durissime, mentre altri crimini violenti erano talvolta sanzionati in maniera meno drastica.
Ma Alpi criminali non è soltanto un libro di storia. È anche un invito a interrogarsi sul nostro presente. In un'epoca in cui le cronache riportano ripetutamente aggressioni, violenze domestiche, episodi di brutalità e delitti che scuotono l'opinione pubblica, anche nelle società democratiche e nelle comunità alpine, il libro solleva interrogativi di grande attualità. La storia non offre risposte semplici né soluzioni immediate. Tuttavia, conoscere il passato permette di comprendere meglio i meccanismi della violenza, gli errori commessi dalle istituzioni e l'evoluzione del concetto stesso di giustizia.
Il valore della pubblicazione di Mottis risiede nella capacità di rendere accessibile al grande pubblico un patrimonio documentario poco conosciuto, restituendo voce a vicende umane rimaste per secoli negli archivi, unendo il rigore della ricerca al fascino delle storie vere, rivolta agli appassionati di storia, ai lettori di cronaca giudiziaria, agli insegnanti, agli studenti e a tutti coloro che desiderano comprendere meglio le radici della nostra società. Perché, forse, per comprendere meglio la violenza di oggi, dobbiamo imparare a conoscere anche quella di ieri.